Ortodonzia

Ortodonzia, Come quando e perche

Quando è indicata la terapia ortodontica e a chi è diretta?

Si interviene non solo per motivi estetici, ma anche funzionali, come per spostare denti inclinati prima di eseguire una protesi, stimolare la formazione di osso prima di applicare un impianto, per problemi dell'articolazione temporo-mandibolare, apnee notturne, russamento. Spesso trattiamo adulti anche con problemi parodontali gravi, cioè con riassorbimento di osso e mobilità dei denti. Tuttavia a volte l’ortodonzia viene presentata come soluzione di problemi che non è in grado di risolvere o consigliata in casi in cui non sarebbe necessario.


In quali casi l’apparecchio potrebbe non essere necessario?

Esiste un tipo di chiusura tra denti superiori ed inferiori considerato “ideale” perché più frequente tra la popolazione. Se non si rientra in questo parametro viene diagnosticata una MALOCCLUSIONE ed è frequente che venga proposta una terapia ortodontica. E’ come dire che dovremmo essere tutti alti 177 centimetri (che è la statura media), altrimenti siamo affetti da “malaltezza“ e dovremmo essere trattati! Questo non vuol dire che anche la motivazione estetica non sia, a volte, molto importante influenzando in maniera determinante l’autostima e le capacità relazionali, ma dobbiamo essere chiari con i nostri pazienti, perché se la motivazione è solo estetica, ed è una situazione frequente, la valutazione della reale necessità di trattamento deve essere affidata al paziente, altrimenti rischio di fare overtreatment, cioè di trattare pazienti che non ne hanno una reale necessità.


A che età consiglia di portare un bambino dall’ Ortodontista?

E' consigliata la  prima visita attorno ai 5-6 anni per individuare i rari casi di crescita eccessiva della mandibola o di alterazioni respiratorie in cui è consigliato intervenire a questa età. Per altri problemi scheletrici, invece, è meglio attendere il periodo in cui il bambino cresce più velocemente, cioè intorno agli 11-12 anni, per evitare lunghi tempi di trattamento che rischierebbero di stancare il paziente compromettendo il successo della terapia. Ai genitori che desiderano cominciare il trattamento precocemente pensando “prima si comincia prima si finisce”, oppure “non voglio arrivare troppo tardi”, spieghiamo che gli ormoni che stimolano la crescita sono come la benzina per una macchina: se c’è poco carburante monitoriamo il piccolo paziente e interveniamo solo quando ce n’è a disposizione una certa quantità che permetta di raggiungere velocemente la meta che ci siamo prefissi, come supportato già da tempo da un’ampia letteratura scientifica. Se invece esiste solo un problema dentario, aspettiamo che il piccolo paziente abbia cambiato tutti i denti.


Oggi si sente spesso parlare di apparecchi cosiddetti “invisibili”….. cosa sono?

Attualmente disponiamo di diversi tipi di apparecchiature ortodontiche di questo tipo.
E’ possibile applicare apparecchi linguali personalizzati sulla superficie interna del dente che quindi non sono visibili, o anche utilizzare mascherine trasparenti, tipo “Invisalign”. Quest’ultima tecnica, però, ha molti limiti, dovrebbe essere eseguita solo in casi selezionati per non rischiare di promettere al paziente risultati che in realtà non sono raggiungibili. Sono sempre più numerosi i pazienti che si rivolgono a noi dopo aver intrapreso un trattamento con mascherine “invisibili” che non ha dato i risultati sperati.

E’ vero che una malposizione dentaria può risolversi spontaneamente?

Si. Quando i denti permanenti fuoriescono dalla gengiva, intorno ai sei anni circa, hanno già la dimensione definitiva, mentre il viso e quindi le ossa in cui dovranno sistemarsi i denti hanno ancora un notevole margine di crescita. Ci troviamo quindi nella situazione di denti da adulto nella faccia di un bambino! In molti casi è importante lasciare che il paziente cresca, che la natura faccia il suo corso, senza montare alcun apparecchio.


Come trattate pazienti con dolore all’articolazione temporo-mandibolare e con cefalee?

Il primo passo consiste nel distinguere i casi di nostra competenza da quelli che richiedono un intervento specifico da parte di colleghi neurologi specialisti per il trattamento delle cefalee. Spesso basta consigliare di modificare il comportamento per ottenere subito miglioramenti significativi ed a volte risolvere completamente il problema. Solo in alcuni casi interveniamo con l’applicazione di un bite. Raramente è necessario un trattamento ortodontico per risolvere questo tipo di problema.

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